4 agosto 2011
Prendere o lasciare? E’ state, è tempu de vacanzi come dicono sempre le due teste di carta che rispondono al nome di Cresico e Memé. E’ tempo di decisioni, aut aut, prendere o lasciare: prendere l’autostrada e lasciare la speranza o voi ch’entrate dal casello e non sapete se e quando ne uscirete; prendere a noleggio un ombrellone con due lettini e lasciare il proprio nominativo per l’espianto degli organi a saldo; oppure prendere e lasciare tutto e tutti e lasciare la città per prendere la via della montagna, prendere lo zaino e lasciare le tende da sole giù tutta l’estate anche quando piove… (il problema è che poi stingono. Non nel senso che si mettono a cantare Roxanne e Message in the bottle, ma nel senso che perdono il colore… sting-ono per chi non l’avesse capita, e no, non c’entra Yoko… ono… o no?). E poi prendere e partire senza lasciare detto a nessuno dove si va, andare nei boschi per vivere con saggezza, vivere con profondità e succhiare tutto il midollo della vita. Prendere la strada meno battuta, lasciare tutto il resto alle spalle.
Prendi, lascia, prendi, lascia, prendi l’ascia… come Jack Nicholson, che poi sfonda le porte della percezione… Wenddyyyyy
(ps: l’unica frase bella di questo post non è mia, ma di Thoreau)


