27 ottobre 2010
Qui lo dico e qui lo ripeto (anche perché lì non mi hanno sentito e quindi se lo dicessi lì non lo ripeterei ma lo direi e basta, chiaro il concetto? Semmai potrei lì dirlo e lì ripeterlo, ma non mi va, perché io sono qui e non lì… sul là c’è tutto un altro discorso che non farò, almeno non qui. E nemmeno lì). Lo dico e lo ripeto: ma siete sordi? anzi, siete Sordi? o siete Mastroianni? o Gassman (quello di Very Victorio) e quindi benzinai, in quanto gas-man… Siete sordi? (lo ripeto perché siete duri d’orecchi e molli di qualcos’altro…) Ma che bisogno c’è di gridare? Tutti che alzano la voce, e dopo la voce alzano le mani, e dopo le mani alzano i cric. L’unica cosa che non si alza è quella molle di cui si parlava prima, che se si alzasse quella si farebbe l’amore e non la guerra e non si litigherebbe più. E gridano i miei vicini di sotto al mattino, che già mi sveglio incazzato, e grida la vicina di fianco di sera, ma per motivi molto più erotici, che poi mi addormento triste perché io invece dormo da solo. E gridano i cretini al telefonino sul metrò, e gridano quelli dell’ufficio di fianco, e gridano a Uomini e Donne e al Grande Fratello (anche se in quel caso più che “gridare” si dovrebbe dire “berciare” in quanto non completamente umani, sebbene pòlliciopponìbilmunìti). E se come si diceva dalle mie parti “Chi vusa pusè la vaca l’è sua”, è comprensibile capire perché tutti alzino la voce: per superare il chiacchiericcio di quei maleducati che osano parlare mentre parli tu, devi sbraitare. E poi quando vinci la mucca non è che sbraiti di meno: hai voglia a farti sentire sopra i muggiti. Per quanto mi riguarda ho sempre inseguito il difficilissimo e sfuggente obiettivo del tacere. Stai zitto prima di parlare, e la maggior parte delle volte anche durante e dopo. E sei certo che di cazzate ne dici molte meno. Perla filosofica a parte, ho un gran mal di testa, per cui, tappatevi quel cesso di bocca. Ma siete sordi?
Ps: quante “e” precedute dalla virgola ho usato? Lo so che la grammatica dice diversamente, ma se uno la conosce a fondo è licenza poetica, non errore…


